Rientri in sede – Desk Sharing – La grande incognita

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Rientri in sede – Desk Sharing – La grande incognita

COMUNICATO GRUPPO TIM È noto a tutte le Lavoratrici ed i Lavoratori che l'azienda, a partire dal mese di aprile, ha disposto in maniera “unilateral

360 PASSAGGI DA PART-TIME A FULL-TIME E 174 SPORTELLIZZAZIONI
RAM1 :GESTIONE SCHIZOFRENICA
IN SICILIA C’È UN PROBLEMA DI ASSENZA DI RELAZIONI INDUSTRIALI

COMUNICATO GRUPPO TIM

È noto a tutte le Lavoratrici ed i Lavoratori che l’azienda, a partire dal mese di aprile, ha disposto in maniera “unilaterale” per tutto il Gruppo Tim, il rientro in sede.
E’ bene ricordare che per quanto riguarda il lavoro agile, siamo in assenza di accordi sindacali validi, poichè quelli sottoscritti ad agosto 2020 (transitorio e sperimentale) sono scaduti il 31/12/2021, e non sono stati aperti tavoli di confronto con l’Azienda.
Non sfugge che, prima della scadenza degli stessi, il Sindacato Confederale abbia ritenuto necessario e prioritario interrompere le Relazioni industriali con l’azienda, in virtù dell’ormai noto “piano distruttore“, prima paventato, ed ora pian piano sempre più concreto, che prevederebbe la divisione dell’attuale TIM in più aziende, uno spezzatino che lentamente sembra prendere forma, e che vede la netta contrarietà e la ferma opposizione del sindacato confederale, mentre la politica tutta continua ad evitare di affrontare concretamente il “problema”.

Non essendoci un confronto relazionale aperto, TIM ha quindi unilateralmente previsto, per la maggioranza dei propri dipendenti che volontariamente hanno aderito al lavoro agile proposto dall’azienda (esclusi quindi coloro che hanno optato per il rientro in sede o che per motivi di servizio non possono farlo), una prima fase di rientro organizzata in 1 giorno/settimana o 1 settimana/mese di lavoro in sede per aprile, ed una seconda fase caratterizzata da 3giorni/settimana o 2 settimane/mese in sede, da maggio a dicembre 2022.
Le OO.SS Confederali e le loro RLS/RSU sono e saranno quindi impegnate nel verificare che vengano rigidamente rispettati tutti i Protocolli di salute e sicurezza previsti, perchè sebbene la situazione pandemica sia sicuramente migliorata, non è purtroppo ancora definitivamente superata.
Anzi, in questi ultimi i giorni i casi stanno nuovamente aumentando, e quindi ci chiediamo a cosa sia dovuta tutta questa fretta per un rientro massivo da maggio p.v.
Per quanto invece attiene la quotidianità delle Lavoratrici e dei Lavoratori, dobbiamo registrare la grande incertezza e confusione che l’intero progetto Desk Sharing sta generando.
A circa due settimane dal rientro in sede deciso dall’azienda, sono tanti, troppi, i dubbi e le domande ancora senza risposta, a partire dalle stesse indicazioni pratiche in merito alle modalità di prenotazione delle postazioni di lavoro e di tutto ciò che attiene strettamente all’organizzazione concreta del lavoro e della sede fisica.
Sembra incredibile, ma ad oggi non è ancora chiaro cosa si debba fare concretamente per gestire le giornate di lavoro in sede e quelle a casa, dove si debba accedere per le relative prenotazioni, e quali siano le regole da seguire!
Oltre a questo, poi, ci sentiamo in dovere di anticipare alcune delle criticità che sin da subito potrebbero verificarsi.

Pensiamo alla raggiungibilità di alcune sedi particolarmente disagiate da parte di personale con difficoltà deambulatorie, o comunque impossibilitate alla guida di mezzi di trasporto privato (non ci riferiamo solo alla fragilità in senso pandemico), in considerazione dell’assenza di servizi navetta, od anche alla carenza di servizi di ristorazione interna adeguati rispetto a sedi ubicate in contesti periferici e privi di attività commerciali essenziali.
Per non parlare poi di postazioni dedicate ed adibite a personale con particolari necessità, ed alla possibilità che il sofisticato sistema di prenotazione preveda la gestione di tali casistiche.
Tutto, purtroppo, è molto confuso!
Prendiamo poi in considerazione il personale con timbratura in postazione dove, ad una prima analisi, potrebbe nascere qualche difficoltà non essendo più prevista una postazione assegnata individualmente, e vi sarà la necessità di installare e disinstallare, ad inizio e fine turno, le proprie dotazioni di servizio (per i videoterminalisti: pc portatile, mouse, tastiera, monitor); rispetto a questo non possiamo immaginare che tale tempo di montaggio/smontaggio della dotazione assegnata, possa essere a carico della Lavoratrice o del Lavoratore, in quanto tale attività va ricondotta nell’alveo delle funzioni strumentali allo svolgimento della prestazione lavorativa. In proposito riteniamo necessario, non essendo oggi possibile un confronto aperto per le ragioni sopra richiamate riguardanti il futuro e la sostenibilità dell’azienda tutta, che vengano individuate soluzioni che evitino ricadute dirette sulle Lavoratrici e sui Lavoratori. Ricordiamo all’azienda quanto scritto nell’accordo, tutt’ora valido, del 27 marzo 2013, e che trova piena applicazione in questa nuova situazione: “L’impossibilità per il lavoratore di attestare l’inizio e la fine della prestazione lavorativa sulla postazione di lavoro per cause indipendenti dalla volontà del lavoratore stesso … non sarà addebitata al lavoratore”.
Questo non vuol dire che siamo contrari in assoluto alla modalità di Desk-Sharing, ne riconosciamo la funzione aggregativa, ma non possiamo allo stesso tempo non considerare alcuni limiti relativi alle grandi dimensioni degli stabili individuati, sviluppati in strutture multipiano e con importanti flussi di lavoratori impegnati a raggiungere la postazione prenotata, il tutto nel rispetto delle regole di distanziamento/contenimento, a partire già dall’accesso ai tornelli, agli ascensori, ed ai percorsi diversificati.
Come OO SS Confederali, riteniamo già fin troppo impegnativa la fase che stanno vivendo le lavoratrici ed i lavoratori del Gruppo Tim in merito a quello che appare il futuro incerto delle loro aziende. Non crediamo si renda necessario acuirne le difficoltà anche attraverso i probabili peggioramenti che un rientro in sede, seppur progressivo ma mal strutturato, possa generare.
Difficilmente ne capirebbero e ne capiremmo il senso, immediatamente si tornerebbe a rivedere la TIM di qualche anno fa, più dedita a contrapporsi con i propri dipendenti, che a cercare di realizzare concretamente i propri obiettivi industriali.
Sembra che quello che sta accadendo oggi ricalchi inequivocabilmente quella strada!
Roma, 17 marzo 2022
LE SEGRETERIE NAZIONALI
SLC-CGIL FISTEL-CISL UILCOM-UIL

 

il comunicato:

GRUPPO TIM – COMUNICATO RIENTRI IN SEDE