CGIL E SLC: ” NO SVENDITA POSTE PER FARE CASSA..”

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CGIL E SLC: ” NO SVENDITA POSTE PER FARE CASSA..”

- “La più grande azienda italiana non può essere ceduta o messa sul mercato. Le poste, presenti capillarmente in ogni piccolo centro del Paese, con 13

NON PRENDIAMO LEZIONI DALLA CISL CHE HA RIDOTTO COSI’ POSTE ITALIANE!!!
INTERPELLANZA PORTALETTERE 2021
POSTE SFUGGE AL CONFRONTO

– “La più grande azienda italiana non può essere ceduta o messa sul mercato. Le poste, presenti capillarmente in ogni piccolo centro del Paese, con 130 mila dipendenti, svolgono una funzione di coesione sociale insostituibile”. A sostenerlo sono il segretario confederale della Cgil Pino Gesmundo e il segretario nazionale Slc Nicola Di Ceglie, convinti che la scelta del Governo sia “sbagliata, irresponsabile, antisociale”.

Da sempre la Confederazione di corso d’Italia, insieme a Slc che organizza i lavoratori di Poste, hanno rappresentato la loro contrarietà ad “un’operazione avventurosa di natura prettamente finanziaria, finalizzata solo a fare cassa in maniera scriteriata dal momento che lo Stato stesso si priverebbe degli utili che l’azienda produce anno dopo anno con la raccolta del risparmio privato e i molteplici servizi offerti alle comunità territoriale”.

Gesmundo e Di Ceglie motivano la loro contrarietà a quella che chiamano “svendita di Poste” anche con la forte preoccupazione per la tenuta occupazionale degli addetti. “Un’azienda in salute come Poste Italiane – sostengono i due sindacalisti – assicura attività utili e floride che danno occupazione certa a lavoratrici e lavoratori che ora, senza alcun motivo, vedrebbero vacillare le loro certezze e la sicurezza del proprio futuro. Rimangono oscuri troppi aspetti del provvedimento – osservano infine – a partire dalle modalità di sottoscrizione azionaria con cui si vorrebbero coinvolgere i lavoratori. Noi non cesseremo di tutelarli anche rispetto ai rischi cui sarebbero esposti”.

Comunicato stampa congiunto Cgil nazionale, Slc Cgil