VERTENZA PERMESSI ELETTORALI

Comunicato  21 novembre 2019

Avevamo ragione..

la SLC di Messina vince le cause per i mancati riconoscimenti dei giorni di permessi elettorali.

Da anni l’azienda TIM Telecom Italia SpA aveva inteso imporre, a tutto il personale, il proprio modo di interpretare la legge che regola i diritti alla fruizione dei permessi elettorali, normalmente invece, stabiliti dalla Legge Italiana. Infatti, nonostante le proteste, le varie segnalazioni, le indicazioni e le sollecitazioni, più volte portate ai tavoli di confronto e rivolti a Relazioni Industriali, l’azienda col benestare delle varie linee, imponeva il “suo credo” con regole e regolucce che nulla avevano a che fare con quanto acclarato dalla Legge. Mezzi turni, mancate retribuzioni o addebiti, interpretazioni di orari e di fine attività elettorale, per scrutatori – segretari – presidenti di seggio – rappresentanti di lista, erano “imposti” con l’emanazione di leggi interne (disposizioni aziendali), che prima dello svolgimento delle tornate elettorali creavano scompiglio e servivano ad intimidire i più deboli e dopo “punire” chi si ribellava ad un modo palesemente ingiusto, errato e scorretto di intendere i permessi elettorali per lavoratori dipendenti.

La SLC di Messina prima di intraprende una azione legale con l’assistenza del proprio avvocato di fiducia, a tutela di tutti i lavoratori e principalmente dei propri iscritti, aveva inteso percorrere, come sempre, la strada di un confronto che evitasse lo scontro. Nonostante i buoni propositi, niente di tutto questo si era potuto raggiungere e l’azione legale era rimasta l’unica iniziativa da avviare.

Dopo, in alcuni casi, anni di attesa e l’avvio delle prime udienze in Tribunale, oggi l’azienda si è trovata “obbligata” a darci ragione ed a chiedere delle transazioni, in sede sindacale, che vedono il riconoscimento di quanto spettante ad ogni singolo dipendente, che non ha inteso piegarsi, e l’addebito delle spese legali.

Il confronto aiuta sempre ma lo scontro, a tutela della dignità e dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori, quando si rende indispensabile, è necessario e dovuto per chi come noi, della SLC-CGIL, è rimasto uno dei pochi baluardi a difesa delle maestranze.

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